Per chi vive il viaggio come un’esplorazione senza confini, il rombo del motore è il richiamo della libertà. Tuttavia, ogni motociclista sa che il cielo non è sempre azzurro. Arriva quel momento, durante un passo alpino o lungo una statale deserta, in cui le prime gocce iniziano a picchiettare sulla visiera e l’orizzonte si tinge di grigio ferro. Affrontare un viaggio in moto sotto la pioggia è una sfida che mette alla prova non solo la nostra abilità alla guida, ma anche la qualità della nostra preparazione.
Molti vedono la pioggia come il nemico giurato del mototurismo, un imprevisto capace di rovinare l’esperienza. Su Explorex, però, crediamo che l’avventura sia fatta di ogni sfumatura climatica. Viaggiare sotto l’acqua può avere un fascino malinconico ed eroico, a patto di non farsi trovare impreparati. La differenza tra un incubo bagnato e un aneddoto epico da raccontare a fine giornata risiede in tre pilastri fondamentali: l’attrezzatura corretta, la tecnica di guida adattiva e la giusta predisposizione mentale.
In questa guida completa, analizzeremo punto per punto come trasformare una giornata di pioggia in una parte integrante della tua avventura, mantenendo alti i livelli di sicurezza e, soprattutto, restando il più asciutti possibile.
L’equipaggiamento tecnico: la tua prima linea di difesa
Quando si parla di abbigliamento antipioggia per moto, la distinzione tra “resistente all’acqua” e “impermeabile” diventa vitale. In un viaggio di diverse ore, la pressione dell’aria e dell’acqua che impatta contro il corpo è tale da vincere le barriere più deboli. Per questo motivo, investire in un equipaggiamento di qualità è il primo passo per non trasformare il viaggio in un calvario di brividi e umidità.
Membrane integrate vs. tute antipioggia esterne
Esistono due scuole di pensiero principali. La prima prevede l’utilizzo di completi (giacca e pantaloni) dotati di membrane impermeabili e traspiranti, come il celebre Gore-Tex. Queste membrane sono fenomenali perché permettono al sudore di uscire impedendo all’acqua di entrare. Tuttavia, se lo strato esterno della giacca si inzuppa, il materiale diventa pesante e il freddo si trasmette per conduzione.
La seconda opzione, spesso la preferita dai viaggiatori “hardcore”, è la classica tuta antipioggia esterna (intera o spezzata) da indossare sopra il normale abbigliamento tecnico. Il vantaggio è duplice: lo strato plastificato blocca l’acqua prima ancora che tocchi la giacca, mantenendo l’attrezzatura asciutta e leggera, e funge da eccellente barriera contro il vento, preservando il calore corporeo. Il segreto è sceglierne una di un colore ad alta visibilità (giallo o arancio fluo), poiché sotto il temporale la visibilità degli altri automobilisti cala drasticamente.
Attenzione alle estremità: mani e piedi
Sono le prime parti del corpo a soffrire. Una volta che l’acqua penetra nei guanti, le mani si raffreddano, perdendo la sensibilità necessaria per azionare freno e frizione con precisione. I guanti con membrana impermeabile sono utili, ma l’uso di copriguanti impermeabili o di manopole riscaldate può fare una differenza enorme. Per i piedi, stivali con membrana specifica sono d’obbligo, ma se prevedi un nubifragio prolungato, un paio di copristivali in lattice o PVC sigilleranno definitivamente ogni possibile via d’entrata, evitando quella spiacevole sensazione di “piscina” dentro la calza.
Sicurezza e tecnica di guida sul bagnato
Guidare una moto sulla strada bagnata richiede un cambio di paradigma mentale. Il grip cala, gli spazi di frenata si allungano e gli ostacoli diventano meno visibili. La parola d’ordine in queste situazioni è fluidità. Ogni movimento deve essere armonioso, quasi rallentato, per evitare di innescare perdite di aderenza improvvise.
Gestione dei freni e dell’acceleratore
Sulla pioggia, i movimenti bruschi sono i tuoi peggiori nemici. L’accelerazione deve essere progressiva, evitando di spalancare il gas, specialmente in uscita di curva. Per quanto riguarda la frenata, è fondamentale agire con dolcezza: usa maggiormente il freno posteriore per stabilizzare la moto e aziona l’anteriore con estrema modulazione. Se la tua moto è dotata di ABS e controllo di trazione, assicurati di impostare la mappatura “Rain” (se disponibile), che addolcisce l’erogazione della potenza e rende l’elettronica più sensibile agli slittamenti.
La traiettoria e i “nemici nascosti” dell’asfalto
L’asfalto bagnato non è tutto uguale. Bisogna imparare a leggere la strada con occhi diversi. Le strisce bianche della segnaletica orizzontale, i tombini metallici e le giunzioni dei ponti diventano scivolosi come ghiaccio quando sono bagnati. Cerca di attraversarli mantenendo la moto il più dritta possibile. Inoltre, presta attenzione alla cosiddetta “scia nera” al centro della corsia: è lì che si accumulano i residui di olio e gasolio lasciati dalle auto, che con la pioggia risalgono in superficie creando una miscela viscida. Meglio guidare seguendo le tracce lasciate dalle ruote delle auto che ti precedono, dove l’acqua viene in parte drenata.
Visibilità: vedere ed essere visti
Se non vedi dove stai andando, non puoi guidare in sicurezza. Uno dei problemi più frustranti durante un viaggio in moto sotto la pioggia è l’appannamento della visiera. L’umidità interna e la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno del casco creano una nebbia fitta proprio davanti ai tuoi occhi.
L’importanza del Pinlock e dei trattamenti idrofobici
L’accessorio salvavita in questo caso è la lente Pinlock, una sottile membrana che si applica all’interno della visiera creando una camera d’aria che impedisce l’appannamento. Se il tuo casco non la supporta, puoi ricorrere a spray anti-appannanti, ma la loro efficacia è limitata nel tempo. All’esterno della visiera, invece, può essere utile applicare un prodotto idrofobico che faccia scivolare via le gocce d’acqua grazie al vento: a velocità autostradali, questo ti permetterà di avere una visuale libera senza dover continuare a pulire il casco con il guanto (molti guanti da turismo hanno comunque una piccola “tergicristallo” in gomma sul dito indice proprio per questo scopo).
Manutenzione della moto dopo la pioggia
Il viaggio non finisce quando arrivi a destinazione o sotto un riparo. La pioggia, insieme allo sporco sollevato dalla strada e all’eventuale sale (se viaggi in inverno), è corrosiva per la tua compagna di avventure. Una volta arrivato in hotel o a casa, dedica dieci minuti alla cura della moto.
L’operazione più importante è la lubrificazione della catena. L’acqua lava via il grasso protettivo, esponendo le maglie all’ossidazione e all’usura precoce. Dopo una lunga giornata sotto l’acqua, asciuga la catena con un panno e applica un buon grasso spray specifico. Inoltre, dai una sciacquata rapida alla moto con acqua dolce per rimuovere i residui di fango e detriti stradali che potrebbero intaccare le parti metalliche e i dischi dei freni.
La psicologia del viaggio: il mindset dell’esploratore
Affrontare la pioggia è, in ultima analisi, una questione di testa. Se guidi contratto, con le spalle rigide e i denti stretti, ti stancherai in metà del tempo e aumenterai il rischio di errori. Cerca di rilassarti: respira, abbassa le spalle e accetta la situazione.
Se la pioggia diventa eccessiva o il vento troppo forte, non avere paura di fermarti. Parte dell’esperienza di viaggio è saper leggere i propri limiti e quelli del mezzo. Un caffè caldo in una stazione di servizio in attesa che il temporale passi fa parte della storia tanto quanto la scalata di un passo. Ricorda: l’obiettivo è sempre tornare a casa per poter pianificare la prossima avventura.
Viaggiare in moto sotto la pioggia non è per tutti, ma per chi è equipaggiato con la giusta attrezzatura e la corretta consapevolezza, è una dimostrazione di carattere e un modo per vedere il mondo sotto una luce diversa, più cruda e autentica.
Ti senti pronto per la tua prossima avventura on the road, indipendentemente dal meteo? Speriamo che questi consigli ti aiutino a goderti ogni chilometro, anche quando il cielo decide di mettersi di mezzo.











